Roma, 14 mar 2018  – Con richiesta di pubblicazione. di IORIO Vittorio, gia’ VFP1 dell’Esercito. Laureato in Scienze delle religioni. Nella società, dinanzi al nodo della guerra, con le violenze e il carico di sangue che comporta, se da una parte risulta difficile immaginare il militare che impegnato in operazioni di peacekeeping, in contrasto con l’addestramento ricevuto, porta la pace “armato”, dall’altra risulta ancora più incomprensibile, quando ad abbracciare questa professione è un cristiano che deve rispettare i precetti “non uccidere” e “porgere l’altra guancia”. Perciò, viene da domandarsi il perché la società nonostante veda impiegate le Forze Armate rispetto al passato, in missioni umanitarie, di mantenimento della pace e di soccorso alle popolazioni, in cui diversi nostri connazionali hanno perso anche la vita per rendere salva quella degli altri, è turbata dall’idea che un cristiano possa scegliere la vita militare? Esiste davvero una incompatibilità di fondo fra le due realtà? Puoi leggere la testi integrale prelevandola in formato PDF, clicca qui >>>